Cinto d’Assedio

27 Feb

La Nana non si zittisce. MAI. E’ un assioma matematico, la Nana riempie ogni istante della sua vita parlando.

Il che non è tanto un “parlare” per dire qualcosa di intelligente, confrontarsi, imparare. No, è uno sparare stronzate a ritmo continuo. Si, lo so, ha sei anni. Ma sono stronzate anche per la media dei bambini di sei anni, roba che se la porti a vedere uno yacht da 50 metri di fronte a quel bestione dei mari lei inizia a far la pantomima perchè non vede la barca, o magari ti chiede il significato di parole che sa già e che conosce tutti i giorni.

Io da bravo maschietto sono un amante dei silenzi, le parole hanno un peso e le uso quando servono, non per riempire le intercapedini. Un po’ reggo, anche perchè a scuola ci dicono che la nana “ha problemi di accettazione” (ci credo io, con un padre del genere), ma dopo un po’ sbotto e chiedo chiaramente di parlare quando si ha qualcosa di intelligente da dire, e soprattutto di smettere di interrompere gli altri. L’ha proprio di vizio: appena inizio a parlare con sua madre, apre bocca e dice qualcosa. Non occorre che sia qualcosa di sensato. Basta anche un “mamma, ti devo dire una cosa!” – “Cosa amore?” – “Non me lo ricordo più”.

Nel weekend ho retto a questa idropompa di parole dalle 9 del mattino di sabato fino alle 3 e mezza di domenica. Alle tre e mezza di domenica sbotto e lancio un “Nana, ora basta. Parli solo tu, dici cose che già sai e interrompi in continuazione infilandoti nei nostri discorsi”.

La nana, miracolo dei miracoli, SI CHETA.

Passano 10 secondi in cui inizio a percepire, distante, il rumore del mare che si infrange contro gli scogli, lo stridio dei gabbiani, un motopeschereccio che prende il largo.

Al che sua madre la chiama: “Nana?”

“Si mamma?”

“Smack!”

E la nana RIPARTE. TUTTO IL GIORNO. Poi arrivo a casa e mi tocca litigare con N2 perchè “sono musone”. Ma dico io, ottengo urlando due minuti di silenzio, me li lasci godere?

Ci sono momenti in cui la vita da padre anomalo è dura, MOLTO dura.

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7 Risposte to “Cinto d’Assedio”

  1. Frency 2 marzo 2012 a 07:40 #

    Mi spiace dirtelo. Ma queste non sono le difficoltà di un Padre Anomalo. Sono le difficoltà di chiunque viva con dei “nani” 😉 ehehe

    • padreanomalo 2 marzo 2012 a 10:33 #

      Lo supponevo. Credo però che la Nana sia un po’ patologica in questo, non si cheta davvero *mai*.

      La cosa che mi dà strano è che quando mi sente parlare con sua madre, mi interrompe. Senza l’effettiva necessità di dire qualcosa: o non si ricorda cosa ha da dirmi, o mi ridice una cosa già detta.

      • v. 2 marzo 2012 a 22:02 #

        devi solo aspettare che faccia 14 anni, che non vi rivolge più la parola…..
        bel blog, mi hai fatto ridere….

        • padreanomalo 5 marzo 2012 a 19:36 #

          ho ancora otto anni di discorsi davanti a me, allora? 🙂

  2. Tara 2 marzo 2012 a 16:16 #

    Ciao 🙂
    Ho leggiucchaito un po’ qua e là, non è facile la tua situazione, nè di chi vive con te…
    La Nana è femmina ed ha 6 anni, è normale che parli a non finire ^_^ è una brutta età, spesso diventano “saputelle” o smorfiosette ma poi passa 😉 non so da quanto i suoi genitori si sono separati ma è normale che ne accusi ancora l’effetto e ne soffra… e non perchè tu sei una cattiva persona o altro… ha avuto una badilata sulle gengive, normale che sanguini a lungo… mamma e papà che si separano è una doccia gelata…
    Ora sta metabolizzando, in genere i bambini si danno le colpe (non mi vogliono più bene?

  3. Tara 2 marzo 2012 a 16:27 #

    …continua…
    e domande simili) ed ha paura di un altro abbandono… vuole esser presente, richiede attenzioni in continuazione, non accetta che voi parliate di cose vostre, si sente esclusa…
    è tutto normale ed è un passaggio tipico
    Coinvolgetela, parlatele, cerca di ritagliarti uno spazio “tu e lei” crea un rapporto con lei prima di “fare il generale” 🙂
    Mi sembra di capire che la tua compagna plachi i sensi di colpa concedendogliene un po’ troppe… dovreste parlarne tra voi ed adottare una linea comune per quel che riguarda i capricci… non bisogna mai assecondarli, neanche se nascono da una situazione familiare difficile, ma piuttosto provare a parlare con la bambina, spiegare il perchè ed il percome di certi atteggiamenti sbagliati…
    Se non vuole mangiare una cosa, perchè non gli piace(anche se non l’ha mai mangiata, il che mi fa sorridere 😉 ) proponile di assaggiarla e dalle un’alternativa SOLO DOPO che ha assaggiato e decretato;
    Se continua ad interrompere prova a spiegare che è maleducazione e si aspetta che tutti abbiano finito di parlare, ignoratela se chiede attenzione al momento sbagliato (ma dovete farlo entrambi, altrimenti tu sarai sempre l’ORCO)

    In bocca al lupo a tutti e 3 😉
    (perdonami se mi sono permessa, spero che i miei consigli vi siano utili 🙂

    • padreanomalo 5 marzo 2012 a 20:53 #

      Guarda, io tutta questa “paura dell’abbandono” non ce la vedo, ok, ha la fobia di essere lasciata sola, ma non credo sia “oltre la media”. Similmente il bisogno di attenzioni continue, io ad esempio (e ho vissuto la stessa situazione sua, tanti anni fa) non l’ho avuto, anzi, mi facevo parecchio ma parecchio gli affaracci miei.
      E’ che lei è cresciuta in un ambiente di logorroiche e quindi per imitazione ha imparato cosi’.

      Sul resto ho lavorato tanto, la madre spesso collabora (a parte quando ha le ovaie girate, che magari non collabora e anzi mi contrasta di fronte alla bimba, così poi girano anche a me). Ora mangia quasi di tutto, capriccetti ne fa meno, resta lo “scoglio” di farla abituare a una vita di regole, che le è sempre mancata prima che arrivassi io.

      Strada lunga, moooolto lunga… e grazie delle tue parole 🙂

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