Archive | Vita di Coppia RSS feed for this section

Conversazioni

12 Gen

N2: “non sono felice, e se mi chiedi se voglio mandare avanti questa storia, ti rispondo ‘non lo so'”.

…proprio quel che volevo sentirmi dire, si.

Vacanze per tutti…

30 Lug

…e giunge Agosto. Periodo in cui, grazie a un provvidenziale intervento del Tribunale dei Minori, la Nana starà quindici giorni coi nonni paterni e quindici giorni con la nonna materna. Prima era un “io devo lavorare e la bimba sta con voi”, ora per fortuna la gente si è resa conto che non poteva mettere più la testa sotto la sabbia.

Così io lavoro, la mamma lavora, suo padre va in ferie con la sua compagna, e la bimba sta coi nonni.

Per me e per la mia compagna, è una boccata di ossigeno. Boccata che ripagheremo cara a Settembre, quando la bimba ci tornerà a casa viziatissima; mi è bastato vederla cinque minuti col nonno paterno per capire come con loro regredisce almeno di due anni come atteggiamento.

Va bon, tutto non si può avere. Godiamoci l’immediato e facciamo quel che possiamo con quel che si ha.

Metodo per farsi una nana con 20 euro

4 Lug

Ok, lo ammetto, il titolo del post è leggermente fuorviante. Però richiama l’attenzione, dai 🙂

Abbiamo portato la Nana a Gardaland, è stato il suo regalo di compleanno. Due giorni praticamente interi tra scivoli, giochi, porcate alimentari e tanto tanto caldo.

Premessa: è due anni che la Nana ogni tanto arriva e ci fa “Ha detto papà che mi porta a Gardaland” e noi “uh, che bello, facci sapere quando parti”. Il sarcasmo per fortuna è al di là della comprensione di una piccoletta come lei. Insomma, PV che le promette di portarla a Gardaland, i genitori di PV che le promettono di di portarla a Gardaland, ma a Gardaland questa bimba non c’è mai andata.

Perchè? perchè andare a Gardaland comporta o prendersi un giorno di ferie (scherziamo? PV DEVE LAVORARE, eh!) o sacrificare un weekend alla bimba (e dubito che PV ne abbia voglia, e la di lui compagna meno che lui), quindi a fare i discorsi son buoni tutti, ma questa figliola a Gardaland proprio no.

Quindi la portiamo a Gardaland noi: prendiamo due giorni di ferie, compriamo i biglietti (fatevi un giro sul sito e vedrete che costano cifre STELLARI), mi preparo psicologicamente a otto ore di auto tra andata e ritorno (con annesso gasolio e autostrada), insomma, le facciamo un regalone per il suo settimo compleanno. Un conto a spanne tira giù una cifra nell’ordine dei 250 – 300 euro tra tutto, insomma, un bell’impegno per una famiglia come la nostra.

Cosa fa PV? Le regala 20 euro per comprarcisi qualcosa.

Ovviamente la Nana non ha la percezione di quanto costi viaggiare: per lei è tutto gratis, ma papà le ha dato venti euro di carta! cavoli quanti sono! hai visto che belli? Venti euro per comprarsi le attenzioni della figlia in un giorno in cui non le avresti avute, perchè non te le sei meritate, venti euro e zero secondi del tuo tempo.

Durante la prima giornata la Nana ci ha rotto le balle tutto il giorno con questi 20 euro. “Mamma mi tiri fuori il portafoglio?” – “Mamma, mi fai vedere i miei soldini?” – “mamma, dove li hai messi?” – “mamma, entriamo in quel negozio e guardiamo cosa si può comprare?”. Insomma, l’attrazione non era Gardaland. Erano i venti euro di papà.

Ho fatto esercizio zen per entrambi i giorni per non mettermi a ruggire. Sto seriamente pensando di fare un test psicologico a N2, ma come ha fatto a far riprodurre uno cosi’?

Primo Maggio 2012

27 Apr

N2: “Allora guarda, il primo maggio la bimba sta con mia mamma, così il 30 andiamo a vedere un concerto e dormiamo a Milano, ti va?”
PA: “Volentieri, ma ci sta che io il primo maggio abbia da suonare fuori, magari verso le tre, le quattro…”
N2: “Ecco! Al solito! Prendi le decisioni e non ti consulti mai con me! Non è possibile! Non è la maniera di comportarsi!”

Seguono, nell’ordine:

  • Venti minuti di litigata
  • Io che dico “Dai, non roviniamoci la serata, ne riparliamo con calma quando siamo sbolliti”
  • Lei che dice “Non è per rifare polemica, ma…” e RIATTACCA.
  • Io che dico “e piantala!”
  • Lei che riparte.
  • Serata rovinata. Litigio. Castità forzata.

Passa qualche giorno.

N2: “Senti, ha telefonato mia madre che ha un impegno per il primo maggio e…”
PA: “…e…”
N2: “Deve prendere un treno alle quattro quindi alle quattro dobbiamo prendere la bimba”
PA: “Ah. Ok.”

Primo Maggio. Festa dei lavoratori, che vanno a festeggiare assieme alla Logica, mentre i Padri Anomali sono al pezzo spezzandosi la giornata a metà (e rovinandosela) per i comodi della Grande Nana.

C’è qualcosa che non torna.

Padre Anomalo… e fortunato?

29 Mar

I miei recenti interventi sul blog delle matrigne mi hanno portato a fare una riflessione che ormai sembra quasi demodè da quanto indietro mi fa scorrere nel tempo.

Ricordo i miei primi rapporto con N2, le prime uscite fatte io e lei, con la consapevolezza che si, ok, ha una figlia, ma nel frattempo vediamo se riesco a starci più di venti minuti senza tirarle una coltellata.

Ricordo ancora le prime chiacchierate nell’impostare il mio rapporto con lei e parlando della Nana, le sue amiche diffidenti che dicevano “no, non è bene che si avvicini alla bambina, non è suo padre” e le stesse amiche che il giorno dopo dicevano “non è un buon compagno, non vedi che non ci gioca con la bimba come faceva il tuo ex?”

Di fronte a tutto questo io ho scelto una strada, una strada dura. La strada della responsabilità. Ok, hai una donna con una figlia. Quella figlia ti condizionerà la vita, rassegnati: te la condizionerà ogni volta che esci fuori, ogni domenica, ogni weekend, ogni volta che il lavoro ti lascia il pomeriggio libero e potresti fare le tue cose, te la condizionerà quando si ammala e quando sta bene, e tutte le volte in cui suo padre non vuole che la bimba condizioni la SUA, di vite. Il che accade di frequente.

Io di fronte a tutto questo ho scelto la strada più folle: la strada della responsabilità. Ok, ho una bambina che mi condiziona la vita come se fosse figlia mia? la tratto come se fosse figlia mia. Mi occupo di educarla, perchè se non lo faccio io non lo fa nessuno, poi tanto se è cafona tocca a me; mi occupo di crescerla, perchè tanto abiterà con noi per parecchi anni ancora e voglio sentirmi tranquillo possibile. Mi occuperò di trasmetterle i miei valori, perchè magari con un po’ di fortuna eviterà di fare tutte le bischerate che non ho fatto io da giovane, regalando a mia madre un’adolescenza tutto sommato tranquilla. E soprattutto me ne occuperò io, perchè vedere una bambina così negletta dal punto di vista educativo mi fa stringere il cuore.

E’ dura. E’ duro lavoro e altrettanta dura fatica. Ma non solo per me, è fatica anche per la mia compagna, che vede un “noi” allargato in cui io talvolta m’impongo anche verso di lei in nome di quello che ritengo giusto, che fa fatica anche quando magari lei la sera vorrebbe mangiare tranquilla dandola vinta alla bimba e io m’impunto per far si che la prossima volta faccia un capriccio in meno, è dura tutte quelle volte in cui magari dissentiamo di fronte a una scelta e discutiamo, è dura tutte quelle volte in cui una suora (massima autorità in fatto di famiglia, come tutti sanno) arriva e le dice “la bimba non si sente accettata” e lei rimette in discussione tutto. E’ dura perchè in fondo in fondo la bambina non è mia, e lo sa anche sua madre.

Però sono fortunato. So di amiche che in situazioni come la mia si ritrovano col divieto di vedere la figlia del proprio compagno, io invece ho un percorso difficile ma ricco.

Ci sarebbe da leccarsi i gomiti dalla gioia. Se mi restassero le energie per farlo.

Difesa Inaspettata

5 Mar

Quando non sono in due a cingermi d’assedio, sono in tre: Nana, Nana2 e Grande Nana, ossia la suocera. La quale entra in casa, mi degna di un “ciao” dopodichè si mette a disquisire dei massimi sistemi con sua figlia tra le mille interruzioni della Nana, mentre io nell’ordine sistemo il gatto, lavo i piatti, e cucino.

La vendetta si gusta fredda, ma talvolta è buona anche calda, specie se in porzioni abbondanti.

“Venite, è pronto!”

La Grande Nana si avvicina al tavolo, guarda la pasta, e chiede cosa è. “Pomodorini freschi, ricotta e pancetta”, rispondo io.

“Ma l’hai fatta tu?”

“Si”

“Allora per me poca, grazie”. Notare quell'”Allora”, che implica “L’hai fatta tu allora è una merdata immangiabile, l’assaggio per educazione”.

“Guarda nonna che PA a cucinare è bravissimo” interrompe la Nana, inaspettata paladina dei padri anomali.

“si, ma sai, ho poca fame”. Logicamente non si crede a una bambina di sei anni, neanche quando prova a dire la verità.

La suocera si sgrofogna continuando a discutere di massimi sistemi con la figlia, e rispondendo alle continue interruzioni della nana. Per chi non avesse mai visto tre donne di tre generazioni a tavola, sono uno spettacolo spaventevolmente meraviglioso: parlano in contemporanea, tutte e tre, senza un bersaglio preciso. Dopo mezz’ora non si sono ancora dette niente, ma sono felicissime. E io sono un cameriere.

“PA?” è la voce della suocera.

“Dica!”

“Ce n’è più pasta?”

“ERA BUONA?”

“Si”

“Mi spiace. L’ho finita io. Ora se mi dà il piatto, così lo lavo…”

La vendetta si serve a porzioni abbondanti. Le mie, no quelle altrui. E un grazie alla Nana per avermi provato a difendere!

Par Condicio

21 Feb

N1: “Certo mamma, avere un uomo come PA per fidanzato è veramente dura!”

Sei anni, e ci fa un mazzo così a tutti quanti 🙂 io e sua madre ci siamo capitombolati per terra dalle risate.

Come inchiappettare una bambina

6 Feb

Visto che una delle (poche) chiavi di ricerca che portano qui è “come trombare una nana”, vi spiego io come si fa con un esempio pratico.

Scenario 1 (preliminari): presentare alla bambina (nella fattispecie, la Nana) una bistecchina di maiale con degli spinaci accanto. Gustarsi la bambina che chiede “cosa sono questi?” – “Sono spinaci, amore.” e relativo “non mi piacciono! Non li mangio!” condito da capricci, mia presa di posizione, mamma che s’incazza perchè sono cattivo, io che d’imperio mando la nana a dormire dopo che lei ha pianto mezz’ora e non trombo per la settimana successiva.

Scenario 2 (inchiappettamento propriamente detto): preparare alla bambina un piatto di pasta al forno cosi’ composto: pasta, pancetta, spinaci, ricotta, besciamella.

N1: “PA, cosa sono questi?”
PA + N2, all’unisono: “Il ripieno dei tordelli!”
N1: “uuuuh, buono!” e se lo divora.

PA: “Allora Nana, cosa ti è piaciuto di questa pasta?”
N1: “Il ripieno dei tordelli! E’ la cosa più buona del mondo!”
PA: “Sai con cosa è fatto il ripieno dei tordelli?”
N1: “No…”

Orgasmo: “SPINACI!”

Coccoline del dopo coito: N1: “Mi avete fregato!”

Aaaaah, son soddisfazioni.

Violenza

10 Ott

PA: Carino, quel gioco per la PS3… è una riedizione dei vecchi picchiaduro, lo prendiamo?
N2: No, dai, non vorrei che la bimba vedesse troppa violenza gratuita…

Al rientro a casa:

PA: BUH!
N1: maledetto! ti spacco! ti spezzo le ossa!

 

Preserviamo la violenza dai bambini.