Natale Anomalo

25 Dic

Scombinare l’organizzazione di tre nuclei familiari per fare la cena a natale invece del pranzo, cambiando il menù all’ultimo, solo perchè PV si è intestardito e per la prima volta da 4 anni la vuole a pranzo a Natale.

Essere padri anomali è anche questo.

l’egoismo non paga

18 Dic

Tu, si proprio tu. Tu madre che sviluppi con i tuoi figli un rapporto di quelli viscerali.

Tu che “i bambini devono stare con me perchè sono la mamma”.

Tu che non li abitui a stare con estranei.

Tu madre iperpresente, iperprotettiva, iperaffettuosa.

Parlo proprio con te.

Sappi che la vita presenta il conto: e il conto sono due figlioli uno di tre e una di cinque che ti costringono tutti i giorni a stare all’asilo per mezz’ora aspettando che si calmino perchè con le suore non ci vogliono stare e ti si aggrappano ai pantaloni gridando “no mamma non andare mamma no no no”

Ma soprattutto, sappi che la pena più grande è quando arriva un padre anomalo con una Nana nella mano e la nana passando accanto ai tuoi figli commenterà con feroce sarcasmo: “Guarda PA, ci sono Frigno e Frigna che fanno lo spettacolino”.

E si, Frigno e Frigna sono i tuoi figli.

Indagini Musico-Natalizie

3 Dic

N2: “Nana, che metterai nella lista di babbo natale quest’anno?”
N1: “i bonghi, un basso piccolino, poi [lista interminabile di giochi]”

Uh, ok, che bello. Dopo un po’ ci parlo io.

PA: “Piccoletta, hai pensato a cosa chiedere a babbo natale?”
N1: “si, vorrei i bonghi, un basso piccolino, poi [segue stessa lista]”

Memorizzo: bonghi e basso piccolo. Nel frattempo la nana si ammala e telefonano i nonni paterni (genitori di PV quindi).

Nonna: “Allora, cosa vuoi per natale?”
N1: “[lista di prima]”

Da capire: perchè tutte le volte che ci dice cosa vuole per natale mette gli strumenti musicali al primo posto, e ai nonni non li menziona nemmeno? si vergogna che io e sua madre siamo musicisti? i nonni le hanno detto che i musicisti sono sfigati (da gente come loro non mi stupirei) per cui a loro non si azzarda a chiedere strumenti musicali in regalo?

Sono perplesso.

Equivoci – II

27 Nov

E’ un delizioso sabato mattina della tarda estate, sono al solito con delle bollette (non mie) in una mano e una manina di bimba (non mia) nell’altra.

N1: “PA?”
PA: “dimmi!”
N1: “Sai, non vedo l’ora di diventare grande!”
PA: “buon per te, a me non parrebbe vero di ritornar piccino! Ma come mai vuoi diventare grande?”
N1: “Per farti la cosa che ti fa la mamma!”

Il mio cervello ricostruisce immediatamente tutta una serie di scene decisamente inadatte ad una bambina di sette anni, e sicuramente inadatte anche ad una passeggiata verso le Poste.

PA: “In che senso amore?”
N1: “si, quella cosa schifosa che ti fa la mamma!”

Ecco. L’ho avuta. Sento delle sirene in lontananza, saranno per me? ne avrà già parlato con suo padre? con le suore? col telefono azzurro?

PA: “cosa?”
N1: “Dai, quella cosa schifosa che ti fa la mamma con la bocca”

Perfetto. O cacchio! Una volante! Fammi nascondere dietro il cartello del divieto di sosta…

PA: “Mi fai vedere?”
N1: “Certo. Chinati!”

Si. Mi chino. Tanto per i prossimi 10-15 anni quello mi toccherà fare, in carcere… dicono che ci sia un trattamento speciale per…

…la nana si passa la manina sulla lingua e mi bagna il naso. Un gesto tipico di sua madre. L’ultimo a cui avrei pensato.

PA: “aaaah, quella!”

Nana maledetta. Sbrigati a compiere 18 anni che ti manderò la fattura del cardiologo maggiorata dagli interessi legali e gli interessi di mora.

Didattica per Padri Verissimi

7 Nov

N2: “PV, visto che l’hai te la bimba Martedi’, gliela fai fare tu la lezione di scienze? ad Inglese ci ho pensato io”
PV: “Che c’è da fare?”
N2: “Frutta e verdura, le compri due frutti o due verdure a tua scelta, le apri, le sbucci e le fai riempire la scheda sul quaderno”
PV: “Ok”
N2: “Mi raccomando, fagliela fare, eh, che già la volta scorsa l’hai tenuta tu ed è andata a scuola senza lezione fatta. Io non la faccio studiare dopocena.”
PV: “sisissi”

Fast Forward al giorno dopo.

N2: “Allora piccoletta, la lezione di scienze l’hai fatta”
N1: “Si…”
N2: “e che verdure hai fatto?”
N1: “…”
N2: “beh? che verdure hai fatto?”
N1: “Non me lo ricordo…”
N2: “Ma come non te lo ricordi?”

La Nana, messa alle strette, attua la strategia che ogni donna impara fin da piccola (ce l’hanno nel DNA proprio): “quando qualcosa va storto, mettiti a piangere e aspetta che la gente si intenerisca”)

N1: “Ma in verità non l’ho fatto io, l’ha fatto papà e poi mi ha dettato cosa scrivere sulle schede!”
N2: “…e funziona benissimo, vero, visto che manco ti ricordi di che frutta o di che verdura fosse! Cos’hai imparato?”
N1: (dardeggiando con lo sguardo in cucina): “che la melanzana ha la buccia viola!”

La cosa che ancora di più mi preoccupa è che arrivi ad arrabattarsi pur di proteggerlo.

Ora ci siamo.

24 Ott

“PA, ti posso fare una domanda?”
“Dimmi pure piccoletta!”
“Ma mi porti a scuola in moto anche oggi?”
“Si, sei contenta?”
“Grazie Padrone!”

Ci siamo.

Nane a Durezza Variabile

16 Ott

N1: “Mamma, ieri sera papà mi ha riportato a casa e mi sono messa sdraiata sul sedile dietro a dormire”
N2: “No amore, va messa la cintura…”
N1: “Ma io avevo tanto sonno!”
N2: “Fai come quando sei in macchina con me e PA, ti metti la cintura, appoggi la testolina da un lato e dormi”
PV: “Ma tanto vado piano, cosa vuoi che succeda!”

N2: “Nana, che ci fai sul sedile davanti della macchina di papà?”
N1: “…”
N2: “…e senza cintura, tra l’altro?”
N1: “…”
PV: “Davanti è più contenta!”

N2: “Sai PA, oggi PV mi ha portato al mare con il suo scooter!”
PA: “Brava piccoletta! Ma ci arrivi coi piedini alle pedane?”
N2: “No, ma papà mi mette davanti e mi fa tenere le mani sul manubrio!”
PA: “…?!?”
PV: “Ma si, dai, tanto qui al sud non controlla niente nessuno”

Non so se dargli dell’idiota perchè contraddice sua madre di fronte alla bimba o perchè pensa, per un qualsivoglia motivo, che stare con lui incrementi la resistenza agli impatti della bimba del 101%.

Miele

10 Ott

Giornata in cui aprono i “mielifici”, portiamo la Nana a vedere le api. Ovviamente il miele è disponibile per gli assaggi.

N1: “PA, PA, ma questo miele del fiore della spiaggia è buonissimo, lo compriamo?”
PA: “Ti piace?”
N1: “Si, è buonissimo!”
PA: “Va bene.”

Due giorni dopo. Colazione. Menù: un biscotto al cioccolato, uno col miele, uno con la marmellata. Più la sua tazza di latte.

N1: “PA?”
PA: “Dimmi…”
N1: “A me questo miele non piace, non lo voglio più!”
PA: “Ma me l’hai chiesto te!”
N1: “Ma a me non mi (sic!) piace!”

Mi arrabbio, ma interviene sua madre a difesa al grido di “eh, ma neanche a me da piccola piaceva”. Il “ma io da piccola/o” è una delle stronzate più grandi che un adulto può proferire in tema di educazione, eh, non è che se io da piccolo mi mettevo le dita nel naso posso tollerare che lo faccia mio figlio, no?

Passano delle settimane. Il vasetto del miele resta li’. La Nana lo vede.

N1: “PA?”
PA: “Si?”
N1: “Dobbiamo finire il miele del fiore della spiaggia!”
PA: “Va bene”

Due mattine dopo. Colazione. Menù come sopra.

N1: “PA?!?”
PA: “Amore?”
N1: “Ma a me questo miele non piace tanto!” e attacca a piangere.

Posso ucciderla in modo lento e doloroso?

Differenze – V

26 Set

N2: “Ah, ma sono così contenta che la Nana gira sempre per casa a piedi nudi, è l’abitudine al contatto con la terra, l’ha presa da me, sono proprio felice”
PA: “Ma non prende freddo ai piedi? a parte che deve lavarseli mille volte…”
N2: “Ma no, figurati, si abitua, e poi il contatto con la terra, le emozioni non filtrate…”

“…”

N1
N2: “NANA! Quante volte te l’ho detto? Fila a metterti le ciabattine! Che poi prendi freddo ai piedi, e ti ammali, e poi vai a letto coi piedi neri e sporchi tutto!”

Bravura

17 Set

N2: “Nana, come sei stata oggi a scuola? brava?”
N1: “Si mamma. Non ho picchiato nessun bimbo oggi.”